La storia dietro “Dighe di Capitanata”
Una piattaforma nata per trasformare dati pubblici sulla disponibilitĂ idrica della Capitanata in uno strumento semplice, leggibile e utile per cittadini, agricoltori e territorio.
Ci sono progetti che non nascono per caso, ma in condizioni speciali. Questo è uno di quelli: sviluppato durante la malattia, in quelle notti in cui la febbre non ti lascia dormire.
Ho un gioco personale: realizzare un progetto completo prima della guarigione. Quella notte dovevo soltanto spegnere un vecchio server OVH, prima che il rinnovo automatico mi colpisse sulla carta di credito. Ma vedo un template nuovo: Debian ottimizzato per Docker. E penso: “Un ultimo tour-de-force non farebbe male.” Possiamo approfittarne e mettere in esercizio la mia prima applicazione sviluppata con tecnologia dei container, guidata da un training fatto con IA professionale. A prescindere dal risultato, lo sforzo non sarà vano.
Apro Facebook. Il primo post parla dell’emergenza idrica nelle dighe della Capitanata. In quel momento nasce l’idea: monitoriamole. Trasformiamo i dati in conoscenza pubblica. Nasce così Dighe di Capitanata.
La prima notte l’app era già viva: scraping di anni di dati pubblici per intercettare i livelli degli invasi principali della Capitanata, database MariaDB per consolidarli, backend Python per gestire la logica server, frontend Javascript per rendere tutto fruibile da PC e mobile, in maniera non tanto accattivante quanto davvero utilizzabile da chiunque.
La febbre non scende. Vediamo il bicchiere mezzo pieno, c’è un’altra notte a disposizione. “Perché non creare una community attorno al progetto, con tanto di automazioni, notifiche, interazioni?” Nasce così il bot Telegram ufficiale, con notifiche giornaliere e gestione OTP: ogni mattina, chi vuole, riceve sul telefono lo stato aggiornato degli invasi.
Il progetto viene completato in tempo, prima che la febbre sparisca. Il server non viene dismesso: resta acceso, come testimonianza di questo piccolo esperimento tra malattia, tecnologia e senso civico.
L’IA avrebbe potuto farlo da sola? No. Da sola prova, sbaglia, riprova. Ma affiancata da una visione umana, da chi conosce infrastrutture, limiti e rischi, diventa un alleato potentissimo per sviluppatori e sistemisti.
Grazie per aver letto questa storia. Spero che, nel suo piccolo, questo progetto possa essere utile a tutti noi.
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Questa piattaforma è nata in un momento particolare, sviluppata di notte, durante giorni non semplici. Mantenerla online comporta costi costanti: server, sicurezza, ottimizzazioni e manutenzione continua. Se credi nella trasparenza ambientale, puoi contribuire anche con una piccola donazione.
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