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Questa piattaforma è nata in un momento particolare, sviluppata di notte, durante giorni non semplici. Mantenerla online comporta costi costanti: server, sicurezza, ottimizzazioni e manutenzione continua. Se credi nella trasparenza ambientale, puoi contribuire anche con una piccola donazione.
💚 Dona con PayPalLa storia dietro “Dighe di Capitanata”
Ci sono progetti che non nascono per caso, ma in condizioni speciali. Questo è uno di quelli: sviluppato durante la malattia, in quelle notti in cui la febbre non ti lascia dormire.
Ho un gioco personale: realizzare un progetto completo prima della guarigione. Quella notte dovevo soltanto spegnere un vecchio server OVH, prima che il rinnovo automatico mi colpisse sulla carta di credito. Ma vedo un template nuovo: Debian ottimizzato per Docker. E penso: “Un ultimo tour-de-force non farebbe male.” Possiamo approfittarne e mettere in esercizio la "mia" prima applicazione sviluppata con tecnologia dei container guidata da un training fatto con IA professionale. A prescindere dal risultato, lo sforzo non sarà vano.
Apro Facebook. Il primo post parla dell’emergenza idrica nelle dighe della Capitanata. In quel momento nasce l’idea: monitoriamole. Trasformiamo i dati in conoscenza pubblica. Nasce così Dighe di Capitanata.
La prima notte l’app era già viva: scraping di 4 anni per intercettare dati pubblici sui livelli degli invasi principali di Capitanata, database MariaDB per consolidarli nell'applicazione, backend Python per sviluppare la logica server, frontend Javascript per rendere tutto fruibile da PC e da mobile, in maniera non tanto accattivante quanto utilizzabile da chiunque. L’ostacolo più grande? Alcuni servizi di sicurezza informatica pubblici bloccano le richieste dati provenienti da datacenter o da sistemi automatizzati, non tanto per penalizzare servizi sociali come questo, ma per limitare le attività dei BOT malevoli.
Suggerisco una soluzione all' IA: integrare una rete dentro il container per usare IP residenziali e aggirare i nuovi WAF senza fare nulla di male: solo leggere dati ambientali pubblici disponibili dal PC di casa mia. ChatGPT si fa guidare correttamente, e mi spiega esattametne come implementare la mia idea nel contesto applicativo attuale.
La febbre non scende. Vediamo il bicchiere mezzo pieno, c’è un’altra notte a disposizione. “Perché non creare una community attorno al progetto, con tanto di automazioni, notifiche, interazioni?” Nasce così il bot Telegram ufficiale, con notifiche giornaliere e gestione OTP: ogni mattina, chi vuole, riceve sul telefono lo stato degli invasi.
Il progetto viene completato in tempo, prima che la febbre sparisca. Il server non viene dismesso: resta acceso, come testimonianza di questo piccolo esperimento tra malattia, tecnologia e senso civico.
L’IA avrebbe potuto farlo da sola? No. Da sola prova, sbaglia, riprova. Ma affiancata da una visione umana, da chi conosce infrastrutture, limiti e rischi, diventa un alleato potentissimo per sviluppatori e sistemisti.
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Grazie per aver letto questa storia. Spero che, nel suo piccolo, questo progetto possa essere utile a tutti noi.